Dizionario garfagnino

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TÈNEBRA

s.f.

Battola. Strumento di legno di forma vagamente cilindrica all’interno del quale una sorta di martello, di batacchio – azionato da una manovella esterna – provocava, battendo contro le pareti della scatola, un suono sordo. Veniva impiegata dal sagrestano o da un suo incaricato, durante la Settimana Santa, quando le campane venivano legate. In quei giorni non era possibile avvertire i fedeli che stava iniziando la Messa utilizzando il sistema consueto ed ecco allora che l’annuncio delle funzioni era dato passando per le vie del paese, girando la manovella della tenebra. In tal modo lo scopo era raggiunto e le campane potevano restare legate, come voleva la liturgia. In altri luoghi della Garfagnana si usava l’espressione gracida o gracita (ved. supra), riportata anche dal giornale “La Garfagnana”. Oggi l’usanza, e con essa lo strumento relativo, è completamente dimenticata. Il vocabolo italiano ‘tenebra’ (più spesso ‘tenebre’) deriva dal lat. tenebrae.