Dizionario garfagnino

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PUPPA’

trans.

Coniugato come ama’. Bere il latte materno (Bonini, Primo fijolo, 65: “vedessi come puppa el birichin”). Il verbo si trova impiegato anche con il significato di ‘assorbire. prosciugare l’acqua dai terreni, inaridire’. Santini, nella poesia Evoluzione, 23, si lamenta dell’avvenuta demanializzazione di molti boschi e molti terreni, in grado di dare alle popolazioni della montagna ampie zone da sfruttare per il pascolo e per la caccia, stigmatizzando inoltre la monopolizzazione di fatto di fiumi e torrenti attuata dalla società elettrica “Ligure-Toscana” per la costruzione nella valle di centrali e dighe. Le due cose condussero alla sparizione degli orticelli di fortuna lungo i corsi d’acqua, prima coltivati dai contadini, a causa della insufficienza dell’acqua necessaria a dar movimento ai rudimentali mulini ancora funzionanti. Il poeta, con garbata ironia, dice in proposito: “Però mia di’ che la gran civiltà / portata dal Demagno in questi siti / e da quell’altra bella società / ch’ha puppo i fiumi e ce l’ha inariditi / ci ha fatto tanto ben e ci ha struiti”. Il verbo ricorre anche nella forma rifless. con il significato di ‘mangiarsi’ o, più correttamente, ‘succhiarsi’. Tipica l’espressione puppassi l’ugne per indicare, in senso proprio, l’attività degli onicofagi e, in senso traslato, con il significato di ‘rammaricarsi’, dolersi per aver fatto (o non fatto) detto (o non detto) qualcosa. Questo verbo è inoltre molto comune anche nel significato figurato di ‘(dover) ascoltare, subire una persona, una recita, una musica noiosa’ (Pennacchi, Il Festivalle e doppo, 108: “L’Itagliani, doppo essesi puppati il festivalle…)”. Il verbo rappresenta una variante locale di ‘poppare’ dal lat. volg. puppa per il class. pupa ‘bambina’ (Devoto-Oli, 1746).