Dizionario garfagnino

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PRÍLLO

s.m.

Giro fatto rapidamente su se stessi (Bonini, Be’ mi’ tempi, 50: “E m’ariccordo d’avecci anco ballato / la munfrina col prillo e ’l balzere saltato”). Il vocabolo è usato comunemente al posto di ‘ballo’ (‘facciam un prillo?’). Con questo termine si indica poi anche la ‘trottola’, specie quella artigianale costituita da un cono rovesciato di legno dotato di un puntale in ferro, che gira vorticosamente sfilando uno spago che l’avvolge. L’etimologia è incerta; Mestica, 226 lo riconduce a ‘brillo’ (come ‘oggetto che gira’, non come ‘individuo piacevolmente allegro per aver bevuto un poco più del solito’) ma senza chiarirne il significato. Come per prilla’ (ved. supra) si tratta probabilmente di vocabolo di origine onomatopeica.