Dizionario garfagnino

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MARCÒLFA

s.f.

Donna grossa e piuttosto grassa, bassa e goffa. Nieri, 121 osserva correttamente che Marcolfa era la moglie di Bertoldo, il protagonista dell’omonimo romanzo di Giulio Cesare Croce, certo oggetto di lettura e di riassunti verbali da parte dei garfagnini di un tempo. Bertoldo ebbe poi un seguito, sempre ad opera del Croce, in “Bertoldo e Bertoldino”, quest’ultimo figlio di Bertoldo e, appunto, di Marcolfa. Tuttavia mentre Bertoldo impersonifica “la grossolana, ma penetrante astuzia contadinesca, in grado di aver il sopravvento sulla potenza, la ricchezza e persino sulla sapienza dei ceti più elevati, Bertoldino è il campione della più sfacciata melensaggine” (Bosco: voce “Croce, Giulio Cesare” in Encicl. Italiana, Vol. XII, 56). La saga fu poi proseguita da Adriano Banchieri – che creò la figura di Cacasenno, figlio di Bertoldino – senza riuscir tuttavia a raggiungere la spontanea arguzia del Croce. Questi personaggi erano sovente oggetto di racconti nelle sere a vejo (ved. infra vejo). Battaglia, IX, 784 ricorda che fu il Tommaseo a ricondurre marcolfa, nel senso di ‘donna grassa e rozza,’ alla moglie di Bertoldo, ma precisa anche che esiste – con il significato di ‘persona goffa e sgraziata’ –, marcolfo dal nome proprio che compare nell’opera medievale (XIII sec.) Disputa di Salomone con Marcolfo.