Dizionario garfagnino

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FÒRA (FÒRI)

avv.

Fuori, esternamente, nella parte esterna, ma anche all’aperto (rispetto a chi si trova in un luogo chiuso). Spesso usato in varie locuzioni con significato variabile: persona di fora (forestiero); mangia’ fori (al ristorante, in trattoria; non in casa, propria o altrui); vini’ fora (uscire). I due termini fora e fori appaiono interscambiabili. Bonini, ad esempio, nella stessa poesia (Icunumia per scaldassi quand’è freto, 26) usa ora un termine ora l’altro. Anche Pennacchi li impiega entrambi (Cfr. Jispicciuli, 17 e Mezzo sogno di una notte di Capodanno,19). Nelle parole composte, tuttavia, si usa fori e non fora: così avremo forilegge, foriclasse, foriseriee non foralegge, foraclasse, foraserie. Dal lat. foras e fòris‘fuori’.