Dizionario garfagnino

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CIÒTTA

s.f.

Escremento bovino. Quando le bestie erano condotte al pascolo nei prati, passando attraverso le vie del paese, era comune trovare in queste ultime, così come nei campi, le loro deiezioni che costituivano uno spettacolo non solo poco piacevole a vedersi, ma anche antigienico per la costante presenza di mosche, onde era frequente il consiglio, dato specialmente ai ragazzetti, soliti correre avanti e indietro qua e là: attento a ‘un abbacca’ in qualche ciotta! A volte il vocabolo viene utilizzato in senso traslato per indicare una persona insignificante, non tenuta in considerazione da nessuno (cfr. Santini, Elezioni amministrative, 29: “Prima ti liscen per fatti votare, /e doppo ti cunsidrino una ciotta”). La parola, un tempo comunissima, è menzionata anche da Piergiorgio Lenzi nel suo lavoro di laurea. Etimologicamente potrebbe esser ritenuta voce onomatopeica oppure farsi risalire a ciottoronel senso di ‘sasso arrotondato’ per la forma assunta dagli escrementi bovini caduti a terra.