Dizionario garfagnino

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CICÍLIA (CECÍLIA)

s.f.

Cicigna, orbettino. Serpe grigiastra che la tradizione popolare ritiene, erroneamente, velenosa e cieca. Un proverbio assai diffuso in Garfagnana, a proposito di quest’animaletto, dice: “S’avessi j occhi cume mi’ sorella (la vipera - n.d.a.) / farei salta’gió l’omo dalla sella”. In realtà questo piccolo serpente (che di rado arriva a misurare 50 centimetri) è innocuo. Battaglia, III, 122 fa derivare la parola dal tardo lat. caecilia ‘serpente (ritenuto) cieco’. D’Arbela, Annaratone, Cammelli, 127 menzionano lo stesso vocabolo con significato di ‘cicigna, sorta di rettile’ dicendolo impiegato da Plinio il Vecchio, dunque indicandolo come termine non certo del tardo latino. Forse etimologicamente da ricondurre a caecus‘cieco’.