Dizionario garfagnino

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CAPAGNÀTA

s.f.

Cestone cilindrico, formato da rami di legno dolce e flessibile intrecciati tra loro e fermati con virgulti di salice, castagno, vimini. Veniva utilizzata per il trasporto di erba e foglie. È costituita da due cerchi sovrapposti, ad una distanza tra loro di 20 / 30 centimetri, uniti da sottili liste verticali di legno dolce intrecciate. Il cerchio superiore è completamente aperto, quello inferiore presenta un altro cerchio concentrico del diametro di un trentina di centimetri, unito a quello più grande da altre liste del medesimo legno che si concludono in corrispondenza di quelle verticali, dando l’idea di un canestro assai ampio con il fondo e le pareti laterali non chiuse, ma delimitate da queste strisce di legno (serviva infatti per il trasporto di frasche, fronde, foglie, erba, non per quello di frutta o ortaggi di piccole dimensioni). Nel buco centrale del cerchio inferiore, detto bagiaculo (ved. supra), veniva appoggiata la testa, in modo tale da consentire il trasporto del cestone, appoggiato sulle spalle sotto il sacco della bardella (ved. supra). Per aver una migliore idea della capagnata si pensi a due ruote di bicicletta del diametro di un metro, un metro e mezzo, sovrapposte fra loro a circa 30 centimetri di distanza, di cui quella superiore presenti solo il cerchione (senza raggi) e quella inferiore abbia un buco di circa trenta/quaranta centimetri di diametro in corrispondenza del mozzo e disponga inoltre di raggi che si inseriscono nel cerchione, proseguendo in verticale fino a raggiungere il cerchio superiore al quale siano fissati (vedasi la figura in capo alla lettera “C” che il disegnatore raffigura rivoltata). Bonini, Cuntadinavviduto, 76: .Ce n’è tanti da empì una capagnata.. E Gian Mirola annota: “capagnata: cesto, generalmente intessuto di rami di salice. I contadini le preparavano d’inverno, la sera a vejo (ved. infra), per usarle nella raccolta del fieno in estate e delle foglie secche in autunno”.Probabilmente con la medesima origine di cavagna, cavagno (dal lat. popolare cavaneum. Battaglia, II, 902), termini dialettali di altre zone impiegati per indicare una ‘sporta, un canestro’ (conf. Devoto-Oli, 432).