Introduzione dell’autore

Introduzione dell’autore Aldo Bertozzi.

Dopo che l’Unione Comuni Garfagnana mi ebbe a parlare dell’idea di creare un sito Internet della Banca dell’Identità e della Memoria all’interno del quale sarebbe stato messo il mio “Dizionario garfagnino” feci uno strano sogno.

Mi trovavo nei pressi del Molino del Riccio, sulla sponda della Torrite e cercavo di fermare il corso dell’acqua con le mani.

Ovviamente non ci riuscivo ed alla fine non potei che chiamarmi vinto.

Quel sogno aveva un chiaro significato: quel fiume rappresentava il progresso che non si può fermare, anche se alcuni suoi aspetti ci lasciano perplessi e dubbiosi…

Cercherò di spiegarmi.

Nella mia concezione, nei miei schemi mentali, un dizionario non può avere altra forma se non quella di un grosso volume da consultare e leggere all’occorrenza: in sostanza deve esser costituito da molti fogli di carta stampata.

Restio ad utilizzare il computer, incapace di destreggiarmi nelle pur molteplici possibilità offerte da questo (lo riconosco) oggi indispensabile strumento tecnologico, ho sempre considerato un’ eresia affidare ad una macchina la divulgazione della scienza: per questo fine, mi son sempre detto, occorrono adeguati libri ed una matita per prender nota di quanto serve o per far le opportune glosse.

Ma poi ho cercato di vedere le cose da una diversa angolatura.

Un libro in genere ed un dizionario in particolare è uno scrigno di cultura statica che fotografa una situazione (storica, geografica, economica o, come nel caso di un vocabolario, linguistica) in un dato momento e che richiede necessariamente continui aggiornamenti per essere al passo con i tempi e con l’ormai rapidissimo mutare delle situazioni.

Ma gli aggiornamenti non possono avvenire ad ogni piè sospinto, sia perché è necessario poter raccogliere una certa quantità di materiale, sia perché tra l’ideazione, la stesura e la realizzazione di un’opera di stampa trascorre necessariamente un lasso di tempo che può esser anche lungo. Non è raro così che al momento dell’uscita dell’aggiornamento, questo sia già, almeno parzialmente, superato.

Questo inconveniente potrebbe esser eliminato creando un’opera “dinamica”, proprio ricorrendo all’informatica.

Un Dizionario telematico potrebbe presentare il vantaggio di esser aggiornato, come si dice oggi “in tempo reale”, perché un nuovo vocabolo, un nuovo modo di dire, potrebbe venir inserito immediatamente senza dover attendere di averne raccolto già un certo quantitativo e senza dover sottostare ai necessari tempi lunghi della stampa.

Oltre a ciò non va trascurato un altro vantaggio ottenibile da questo sistema: tutti i dialetti – e certamente anche quello garfagnino, che a noi interessa in questa sede – presentano molteplici varianti fonetiche e lessicali anche tra zone geograficamente vicine, che spesso un dizionario tradizionale non può registrare per oggettivi limiti di spazio. Ciò non è il caso dell’opera on line, che ha di fatto a disposizione uno spazio illimitato sul disco del computer.

Senza dimenticare che oggi le persone hanno preso grande dimestichezza con questo ultimo mezzo, tralasciando un poco l’uso della penna e molta gente, restia a mettere nero su bianco le proprie conoscenze, non lo è se deve farlo a mezzo della tastiera e del monitor.

Ed allora, valutata meglio la cosa, mi pare si debba abbandonare ogni reticenza ed accogliere con soddisfazione questa nuova idea che potrà permettere al Dizionario garfagnino ( da conservarsi non solo come documento storico, ma possibilmente anche da rinnovare con successive edizioni su carta) di esser costantemente aggiornato ed in grado di far conoscere a molte più persone rispetto ad ora il linguaggio della nostra gente, sia quello passato che quello odierno (per quanto ne è rimasto) con le sue diversità e varianti locali.

Questo risultato è da giudicare altamente auspicabile perché il dialetto non va considerato un reperto archeologico, superato dai tempi e dalla globalizzazione e come tale da lasciare ai “topi di biblioteca”, ma costituisce una delle basi del nostro odo di essere, del nostro D.N.A. quale ci è stato tramandato dai nostri genitori, dai nostri nonni e dai nonni dei nostri nonni.

Per dare a tutti modo di concorrere all’integrazione ed alla sempre maggior completezza del Dizionario si è anche pensato di preparare uno schema tale da facilitare sia quanti vorranno inserire vocaboli nuovi o sconosciuti, sia la redazione che potrà procedere al loro inserimento e catalogazione.

Proponiamo dunque un semplice schema che chiunque potrà utilizzare e che prevede (oltre alle generalità e all’indirizzo dei collaboratori per poterli eventualmente contattare per chiarimenti o spiegazioni) l’indicazione del vocabolo (ad esempio pan, fola), la sua traduzione in italiano (pane, favola), quale parte del discorso sia (sostantivo, aggettivo, verbo, avverbio, congiunzione, ecc. ), il genere (maschile o femminile, il numero (singolare o plurale), una breve spiegazione del significato della parola, l’eventuale origine locale, se non generica (Corfinese, Gallicanese, di Sillico, di Chiozza ecc. ) e, se è nota, l’origine etimologica.

Ovviamente ogni segnalazione sarà attentamente esaminata e valutata.

Non ci resta dunque che ringraziare anticipatamente tutti coloro che vorranno collaborare alla miglior riuscita di questa iniziativa, cui speriamo alluda un successo, se possibile ancor maggiore di quello, già cospicuo, riscosso dal dizionario stampato su carta.