PIETRO DA TALADA. Un pittore del Quattrocento tra l’Appennino reggiano e le Apuane

talada CLEMENTINA SANTI 

PIETRO DA TALADA. Un pittore del Quattrocento tra l’Appennino Reggiano e le Apuane

Il volume rientra in un progetto più ampio che si persegue da qualche anno e che vuole ritrovare le relazioni tra i due versanti d’Appennino. Consegue quindi un duplice obiettivo: portare a conoscenza le opere di un grande artista del ’400, che si colloca nel panorama del Gotico internazionale, un movimento artistico che presenta in queste zone altri esempi rilevanti; creare un nuovo percorso, la Via dei Colori, che metta al centro l’Appennino tosco emiliano e il suo crinale, che anche l’opera di Pietro ancora una volta ha unito e non separato.
Un libro di arte, ma anche di paesaggio. Da un lato ci conduce a scoprire luoghi sconosciuti e straordinari, oggi marginali ma che per molto tempo hanno occupato un posto importante nelle relazioni economiche, culturali e religiose tra due Regioni; in particolare, sono le valli di Serchio e di Secchia che fanno da sfondo alla figura dell’artista. Dall’altro lato, un libro che attraverso gli studi che raccoglie, non svela certo il mistero sul Maestro pittore, ma aggiunge qualcosa in più, seguendo quell’unica traccia che è la firma che leggiamo su una delle pale d’altare dipinta nel 1463: le parole “Hoc opus f. fieri Joannes Calesblarius de Soragio. Et pictus fuit p. me Petrus de Talata”. Ma “Pietro da Talada, il Maestro di Borsigliana”, è anche il titolo del percorso artistico, culturale e turistico che potrà condurre i visitatori attraverso i due versanti dell’Appennino tosco emiliano ai luoghi che conservano le opere del Maestro pittore; dal paese “natale” di Talada, sull’Appennino reggiano, fino alle chiese di Garfagnana e Versilia. Un progetto corale, che si fonda su un protocollo d’intesa siglato da Comune di Busana, Unione dei Comuni dell’Appennino reggiano, Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano, Comune di Piazza al Serchio e Unione Comuni della Garfagnana che ha prodotto già nel 2012 un pieghevole a carattere artistico culturale, primo sintetico strumento di conoscenza e di guida ai luoghi e alle opere; la nascita di un centro studi a Busana, nel 2013, che raccoglie le immagini di tutte le opere ed ora, nel 2014, questo volume che presenta un’analisi esaustiva e completa della produzione artistica e può fungere da vero catalogo per tutto il corpus delle opere: pale d’altare, trittici e tavole conservate nelle chiese millenarie di Rocca Soraggio, di Borsigliana, di Vitoio, di Capriaia, di Corfino e di Stazzema, tra gli Appennini e le Apuane.